31/10/2009 - Partito democratico, ripartiamo tutti assieme dai problemi reali (di Antonello Cabras - Rosarossaonlne)
SUPERARE LA LOGICA DELLE QUESTIONI INTERNE
PER AFFRONTARE I PROBLEMI REALI DEL PAESE
Da oggi la forza trasmessa dalla grande partecipazione alle primarie deve essere impiegata prioritariamente per contribuire alla soluzione dei problemi che affliggono il Paese e il suo territorio. Uno dei motivi della nostra difficoltà, da quando è nato il PD, infatti, è stata la percezione diffusa di quanto poco fossimo impegnati sui temi generali e quanto eccessivamente rivolti alle questioni interne.
Questo vale sia a Roma che a Cagliari: la discussione che ha animato la vita interna, anche quando era prodotta da differenti sensibilità sulle risposte da dare ai quesiti proposti dalla vita dei cittadini, veniva percepita come la tesi dell’uno contro l’altro per la conquista di spazi politici interni.
La politica contiene sempre questi elementi di fisiologica negatività, ma quando questi prevalgono allora la crisi e il distacco dalla realtà produce perdita di consenso così come puntualmente si è verificato. Oggi questa consapevolezza deve animare tutto il gruppo dirigente che assume la responsabilità di rilanciare e riaffermare il ruolo del PD.
La nostra dialettica, fondamentale in un collettivo vivo e democratico, deve avvicinare piuttosto che allontanare, nel senso di rappresentare le opinioni più larghe e diffuse avendo in se la capacità di produrre una sintesi che dia il segno di una linea e di una identità. Non è fondamentale che prevalga la mia tesi ma è indispensabile che si veda come ha contribuito a definire la decisione finale che in quanto tale impegna tutti.
In questo modo chi ci osserva coglie la vivacità e la creatività della vita politica interna al partito ma nello stesso tempo ne apprezza la sintesi unitaria. La grande partecipazione ci trasmette coesione e unità, il sentimento di volerci essere, la voglia di concorrere ad una decisione anche controversa come è stato in questa occasione non significa voglia di dividersi.
Il popolo del Pd, anche quando ci vede in gara fra noi, poi in conclusione ci desidera uniti, perché saggiamente capisce che così è meno difficile avere ragione dei nostri avversari, meno difficile riconquistare la maggioranza di governo ad ogni livello. In altri termini se il PD esiste il temporaneo vincitore ha sempre bisogno di avere al suo fianco lo sconfitto del momento, con le sue opinioni ovviamente, per trasmettere la forza intera.
In questo si misura la maturità di un gruppo dirigente all’altezza del compito che la situazione politica gli assegna. Bersani propone un governo plurale attorno alla piattaforma politica scelta dal popolo delle primarie, Silvio Lai con parole diverse dice la stessa cosa.
La partenza è quella giusta, si tratta di cogliere tutti il senso di questa impostazione e comportarsi in coerenza in vista degli appuntamenti che ci aspettano a partire dalla immediata scadenza elettorale del prossimo marzo. La linea approvata non è quella dell’anti ma del pro sostenuto con la forza degli argomenti anche attraverso la battaglia politica a viso aperto. L’interesse generale si persegue sia contrastando che convergendo avendo sempre la bussola propria di una forza di governo temporaneamente all’opposizione.
La politica di alleanze parte da qui, dalla visione di una opposizione per riconquistare il governo, i contenuti utili a risolvere le questioni aperte di carattere sociale e istituzionale sono la base programmatica di un’alleanza che si propone per la guida delle istituzioni democratiche.
In sintesi, una piattaforma alternativa a quella proposta dal centro destra perché inadeguata a fronteggiare e risolvere i problemi che la società complessa di oggi ci propone. In Italia come in Sardegna serve un nuovo centro sinistra, il materiale per realizzarlo è disponibile si tratta di bene impiegarlo nella sua costruzione.
Le linee architettoniche del prodotto finale sono quelle che il popolo giudicherà, per questo il materiale buono è necessario ma di per sé non sufficiente a garantire il prodotto finale occorre operosità e regola d’arte dei costruttori e soprattutto buon progetto.
30 Ottobre
antonello cabras
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